La psicoterapia cognitivo-costruttivista parte dall’idea che ogni persona costruisca attivamente la propria esperienza attraverso schemi personali, emotivi e relazionali, sviluppati nel corso della vita. Non esistono “interpretazioni oggettive” della realtà: ciò che conta è il modo unico in cui ciascuno attribuisce significato agli eventi, alle relazioni e a sé stesso. L’intervento clinico si concentra quindi sul comprendere tali processi di costruzione, sulle emozioni che li sostengono e sulle modalità con cui si organizzano le relazioni importanti.
Il lavoro terapeutico mira a riconoscere pattern disfunzionali, raffinare la consapevolezza emotiva e costruire nuove modalità di regolazione e di relazione più flessibili. È un approccio profondamente collaborativo: terapeuta e paziente esplorano insieme la storia personale, i nodi critici e le risorse, in un percorso che sostiene cambiamento e comprensione di sé.
Questo orientamento pone attenzione all’identità, agli stili di attaccamento e ai processi autoregolativi. Si è rivelato efficace nei disturbi d’ansia, depressivi, relazionali, nei disturbi di personalità e nelle difficoltà di regolazione emotiva. L’obiettivo è costruire una vita percepita come più coerente, stabile e significativa.
Ogni persona ha una propria storia, unica e coerente. A volte però, quella storia ci tiene intrappolati in modi di pensare e sentire che ci fanno soffrire. La terapia cognitivo-costruttivista è uno spazio per rileggere il passato con nuovi occhi, comprendere da dove nascono certe emozioni o comportamenti, e dare significati nuovi alla propria esperienza.




